Polemica contro i nemici della croce di Cristo
(3,2-6): si ritengono arrivati, ancorati
alle prescrizioni della Legge, incapaci
di
accogliere tutta la verità che è Cristo:
è Lui il Salvatore, non la esecuzione
della
Legge.
La conoscenza di Cristo e il dinamismo
spirituale
di Paolo (3,7-16). Egli porta la sua
testimonianza
personale: tutti i "titoli di
merito"
che egli ha non sono nulla rispetto
alla
gioia di aver "conosciuto"
il Signore
Gesù che ha dato una svolta meravigliosa
alla sua vita e verso cui si sentirà
sempre
in debito: è Lui il criterio di valutazione
e delle sue scelte; tutto è relativo
a Lui.
E' la gioia di essere stati "afferrati"
da Lui ma sentire la responsabilità
di continuare
a camminare: è l'invito che fa ai Filippesi
e a tutti noi: è un continuo lanciarsi,
come
un trapezista, nelle mani di Dio; non
è sulle
nostre forze che contiamo, ma sulle
forze
di chi ci ha afferrato per primo.
PER LA RIFLESSIONE:
1 - Cosa significa per un cristiano
di oggi
essere "afferrato da Cristo"?
Puoi
fare qualche esempio?
2 - "Dimentico del passato e proteso
verso il futuro, corro verso la meta":
cosa dice a te?
MEDITA:
LUN Rm 1,16ss | MAR Gv 11,23-27 | MER
Gv
3,15-18 | GIO Gv 17,3 | VEN 1Gv 4,7
| SAB
1Gv 2,3 | |